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ACR MESSINA: LE COLPE DI IERI, I VENTI PUNTI TOLTI OGGI (Quando la giustizia sportiva riconosce di non poter riparare il passato e decide di punire il presente)

  Oggi, 6 Novembre, sono state pubblicate le determinazioni e tutto l'iter processuale di quello che potremmo chiamare "Affaire ACR Messina" che spiega perché sono stati inflitti i 20 punti alla nuova società giallorossa. Adesso che sono state pubblicate le motivazioni della sentenza il Messina avrà una decina di giorni per presentare un ricorso. E dovrà essere molto solido. Prima di analizzare punto per punto occorre fare subito una precisazione: c'è un passaggio nella sentenza del Tribunale Federale Nazionale che dovrebbe far riflettere chiunque abbia a cuore il calcio, non soltanto i tifosi del Messina. I giudici riconoscono che la penalizzazione inflitta alla società non potrà ripristinare la regolarità del campionato nel quale sono avvenute le violazioni. Quindi quello della stagione 25/26 conclusosi con la scandalosa retrocessione del Messina in Eccellezza ai play out. In altre parole, il danno sportivo del passato non può essere riparato.  Si può soltanto infli...
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DOPO GLI INVISIBILI ARRIVANO I MIRACOLI DA FARMACIA

  Partiamo con una doverosa promessa. Adesso parleremo di una opera artistica, di un film spacciato per documentario che fa parte della libertà espressiva di chi l'ha fatto. Siamo in un paese libero, ognuno produce quello che vuole, ma questo non vuol dire che le conclusioni a cui arriva debbano essere condivise. Ho espresso a suo tempo critiche documentate su tutta una serie di storture del film " Invisibili " ( ho il diritto di critica anche io e quel film mi sono sforzato di vederlo fino alla fine, anche se è stata dura ) di Paolo Cassina. Un film anche quello spacciato per una sorta di documentario ad uso e consumo della galassia complottista novax , pieno di ombre, ma che faceva parte esso stesso della libertà espressiva dell'artista. Avendo compreso quale possa essere il suo unico pubblico, la galassia sempre meno vasta ( qualora lo fosse mai stata al di là dei social ) del mondo dei contrari alla vaccinazione, il prodotto che viene creato è sempre con la tenden...

Venti punti di umiliazione: Acr Messina

  "Lontano dagli occhi, lontano dal cuore". Da anni sono lontano, per motivi di lavoro, dalla mia città (Messina). Non ci torno da qualche anno perché ovviamente la mia vita è altrove, ma ovviamente mi mancano tante cose del posto in cui sono cresciuto. Una delle cose che faccio ogni fine settimana è sapere cosa ha fatto il Messina, la squadra di calcio della città, che seguivo con mio padre al "Celeste", sin da quando ero piccolo. Mio padre, ai tempi di Scoglio e Massimino, era più che un tifoso, dava una mano alla società (Schillaci, lo stesso professore e tanti altri erano spesso da noi o a mangiare o in negozio in piazza Antonello).  Quando Massimino rilevò la società fummo i primi a saperlo. Sapevamo che Scoglio voleva Catalano e Romolo Rossi per affiancarli a un gruppo di veri uomini. Sembravano dei pazzi, ma alla fine ci portarono agli anni d'oro della gioventù e dei sogni, quelli veri. Era una epoca d'oro e non lo sapevamo. Ero stato con mio papà an...

Origine del termine Maranza

 Da dove viene e quale è la storia del termine #maranza?  Questa è la storia di una parola che ha cambiato vestiti, quartiere e nazionalità. Ma soprattutto è diventata un magnifico alibi per tutti. C'era una volta il maranza? Si perché c'era già una volta. Era italiano. Italianissimo.  Si chiamava magari Gianluca, Massimiliano o Fabrizio. Aveva la camicia aperta fino all'ombelico, una catena d'oro che avrebbe potuto ancorare una petroliera, il gel nei capelli e un'autoradio capace di provocare un terremoto di magnitudo 6. Frequentava le discoteche, parcheggiava in doppia fila, importunava le ragazze e si esprimeva con un vocabolario che oscillava tra «figa» e «minchia». Tra diminutivo e rafforzativo. Era un povero scappato di casa, un antenato del disagiato. Ma esisteva. Era un coglione. Ma un coglione Made in Italy. E quindi, tutto sommato, patrimonio nazionale. Nessuno convocava un Consiglio dei ministri. Nessuno chiedeva l'intervento dell'esercito. Nessu...

Il crollo dei bot? Ecco come è andata davvero

  Aggiornamento con scuse, perché quando si sbaglia, e questo accade quando si hanno informazioni incomplete o poche fonti, quello che appare sembra dire altre verità,  che però vanno approfondite. Per quarantotto ore abbiamo accarezzato un sogno meraviglioso. Tre data center russi colpiti dai droni ucraini, un crollo impressionante del traffico automatizzato e, secondo numerose testimonianze sui social, un improvviso silenzio di account abitualmente impegnati a difendere Vladimir Putin, insultare Zelensky, screditare l'Europa e spiegare al mondo che la Russia è sempre la vittima. Sembrava troppo bello per essere vero. Infatti, almeno nella versione raccontata da molti, non lo era. L'idea che bastasse bombardare qualche server per liberarsi di migliaia di propagandisti aveva qualcosa di irresistibilmente comico. Ci siamo illusi, ma era ovvio che sistemi così ben organizzati potessero essere solo scalfitida tre bombardamenti. Un colpo di drone e il sovranista perde la sovranità...