Signor Presidente, viviamo un tempo strano. Un tempo nel quale chi alza la voce sembra avere sempre ragione, nel quale il consenso vale più della competenza, l'insulto più dell'argomentazione, il sospetto più della conoscenza. Un tempo in cui la politica, troppo spesso, sembra aver smarrito il senso del limite, della misura e perfino della responsabilità. In questo rumore continuo, Lei è rimasto in silenzio . Non il silenzio dell'indifferenza, ma quello delle istituzioni. Il silenzio di chi conosce il peso delle parole e sa che ogni frase pronunciata dal Presidente della Repubblica non appartiene a una persona, ma allo Stato. Per questo desidero semplicemente dirLe grazie . Grazie perché in questi anni è stato spesso l'ultimo presidio di una cultura istituzionale che rischia di diventare una specie protetta. L'hanno accusata di essere troppo prudente, troppo severo, troppo presente, troppo assente. L'hanno tirata per la giacca da ogni parte, chiedendo di pieg...
Per fortuna manca poco ad Agosto, e la politica (che già non è che lavori molto, ma più che altro è nei social) andrà in vacanza. Sarà una estate dove i collegamenti nei vari " talk " ,dove giornalisti intervistano giornalisti (un po' come pisciarsi sui piedi), verranno fatti con dei bei collegamenti con Zoom o similari dove l'esponente politico di turno, con il volto abbronzato, ci dirà quale sarà la prossima ricetta per il rilancio del paese sorseggiando uno spritz. Le librerie che spuntano sempre dietro le spalle, piene di libri che non hanno mai e poi mai letto o leggeranno, spariranno: vedremo magari un finestrone che da sul un mare azzurro, o qualche strano arredo in un tetto che ricorda Procida o Mikonos. L'obiettivo del gettone a pagamento sarà soddisfatto, l'aria calda diventerà ancora più fritta, in attesa del fischio finale dell'estate. E potremmo goderci i servizi sulle code in autostrada con gli automobilisti che urlano "allo scandalo...