Da dove viene e quale è la storia del termine #maranza? Questa è la storia di una parola che ha cambiato vestiti, quartiere e nazionalità. Ma soprattutto è diventata un magnifico alibi per tutti. C'era una volta il maranza? Si perché c'era già una volta. Era italiano. Italianissimo. Si chiamava magari Gianluca, Massimiliano o Fabrizio. Aveva la camicia aperta fino all'ombelico, una catena d'oro che avrebbe potuto ancorare una petroliera, il gel nei capelli e un'autoradio capace di provocare un terremoto di magnitudo 6. Frequentava le discoteche, parcheggiava in doppia fila, importunava le ragazze e si esprimeva con un vocabolario che oscillava tra «figa» e «minchia». Tra diminutivo e rafforzativo. Era un povero scappato di casa, un antenato del disagiato. Ma esisteva. Era un coglione. Ma un coglione Made in Italy. E quindi, tutto sommato, patrimonio nazionale. Nessuno convocava un Consiglio dei ministri. Nessuno chiedeva l'intervento dell'esercito. Nessu...
Aggiornamento con scuse, perché quando si sbaglia, e questo accade quando si hanno informazioni incomplete o poche fonti, quello che appare sembra dire altre verità, che però vanno approfondite. Per quarantotto ore abbiamo accarezzato un sogno meraviglioso. Tre data center russi colpiti dai droni ucraini, un crollo impressionante del traffico automatizzato e, secondo numerose testimonianze sui social, un improvviso silenzio di account abitualmente impegnati a difendere Vladimir Putin, insultare Zelensky, screditare l'Europa e spiegare al mondo che la Russia è sempre la vittima. Sembrava troppo bello per essere vero. Infatti, almeno nella versione raccontata da molti, non lo era. L'idea che bastasse bombardare qualche server per liberarsi di migliaia di propagandisti aveva qualcosa di irresistibilmente comico. Ci siamo illusi, ma era ovvio che sistemi così ben organizzati potessero essere solo scalfitida tre bombardamenti. Un colpo di drone e il sovranista perde la sovranità...