Signor Presidente, viviamo un tempo strano. Un tempo nel quale chi alza la voce sembra avere sempre ragione, nel quale il consenso vale più della competenza, l'insulto più dell'argomentazione, il sospetto più della conoscenza. Un tempo in cui la politica, troppo spesso, sembra aver smarrito il senso del limite, della misura e perfino della responsabilità. In questo rumore continuo, Lei è rimasto in silenzio . Non il silenzio dell'indifferenza, ma quello delle istituzioni. Il silenzio di chi conosce il peso delle parole e sa che ogni frase pronunciata dal Presidente della Repubblica non appartiene a una persona, ma allo Stato. Per questo desidero semplicemente dirLe grazie . Grazie perché in questi anni è stato spesso l'ultimo presidio di una cultura istituzionale che rischia di diventare una specie protetta. L'hanno accusata di essere troppo prudente, troppo severo, troppo presente, troppo assente. L'hanno tirata per la giacca da ogni parte, chiedendo di pieg...