Altro capitolo della saga della depressione ACR MESSINA, ma era solo questione di tempo dopo l'ultimo silenzio.
Una lettera alla Gazzetta del Sud (https://messina.gazzettadelsud.it/articoli/cronaca/2025/03/03/messina-nel-baratro-il-presidente-sciotto-torna-a-parlare-ecco-perche-ho-ceduto-la-societa-non-esercitero-la-clausola-rescissoria-cd1612f7-1738-4bc8-8467-235b4c01060a/?fbclid=IwY2xjawIyy7pleHRuA2FlbQIxMQABHWIbWgoUFtcSSlU_eE84hQbLzmCDq5INa0yqQGhjvpQbxA1w0sgU1CLgpw_aem_WbFUUPDlXlHDNyLx8xjzzg)
Una lettera piena di inesattezze, quasi a volersi pulire la coscienza per il delitto perfetto: ultimo assassinio della passione dei tifosi del Messina.
Il tutto a conferma del piano diabolico, fatto per punire una città che ha avuto il torto di non amare a dismisura il venditore di auto che sperava di diventare una specie di feticcio solo perché ha acquistato l'ACR Messina dopo il fallimento di otto anni fa.
Una sequela di frasi inutili, che oggettivamente feriscono e fanno arrabbiare il tifoso e che spero facciano aprire gli occhi ai tifosi: lo stadio va disertato!
Non è amore andarci, non è abbandonare i ragazzi al loro destino, ma semplicemente è tagliare immediatamente i rifornimenti a questi squattrinati bancarottieri di professione, che comunque a fine anno taglieranno la corda.
E dobbiamo sperare che ciò accada (ma siccome iscriversi e fare una squadra in serie D costa comunque sono piuttosto tranquillo che svaniranno nel nulla): diversamente saremmo ostaggi anche nei dilettanti di questa gente.
Devono andare via, sono degli usurpatori, fatti entrare con il consenso di Sciotto dal 6 di Settembre.
Sciotto avrebbe potuto tranquillamente riprendersi la società e, stavolta ne sono certo, c'era qualche folle che l'avrebbe presa. Ma uccidere la sua stessa creatura era l'obiettivo sin dall'inizio.
Anche se il fallimento, qualora qualcuno decidesse di intervenire, è l'unico momento in cui si potranno fare azioni giudiziarie: prima non c'è alcun reato. Si concretizzerà con il fallimento, ma se nessuno denuncia e lo scrive solo sui social non succederà nulla. Come sempre.
Ecco la lettera del "patron", o "dominus" del Messina che ha tenuto in ostaggio la passione dei tifosi negli ultimi 8 anni.
Sarà ricordato come colui che ha dichiaratamente voluto uccidere per l'ennesima volta negli ultimi 30 anni il calcio a Messina.
Dal 20 Marzo sarà impossibile che lui riesca a riprendersi le quote e mi auguro che non ci sia alcun soggetto che tratti con questi bancarottieri di professione.
Dobbiamo liberare il Messina da questi soggetti e pretendere una ripartenza con professionalità, visione, denaro e progetti: il messinese ricambierà con amore incondizionato, lo stadio si riempirà e si potrà programmare la ripartenza.
Ma qualora i soggetti interessati non abbiano le caratteristiche sopra citate, è meglio chiudere i battenti.
Ma vediamo cosa ha scritto Sciotto...

"Scrivo questa lettera al termine di una lunga e complicata storia che mi ha visto impegnato in nome della Fede e dell’Amore per l’Acr Messina Calcio. Scrivo questa lettera perché troppo spesso il nome mio e della mia famiglia è stato calpestato e umiliato. Tutto quello che ho fatto non è stato un gioco, è stata la continua, frenetica e spesso difficilissima ricerca di soluzioni per poter ottenere fra mille difficoltà i migliori risultati, per cercare di colmare lacune, nell’indifferenza assoluta di chi avrebbe potuto e dovuto aiutarmi. Dopo oltre un anno di insulti feroci, contestazioni ed ostruzionismo, la pressione e l’aggressione contro di me è diventata insostenibile, con l’unico obiettivo di costringermi a lasciare la società e vendere, comunque, a chiunque. Il 2 gennaio, pertanto, ho concluso l’unica trattativa esistente ed ho ceduto la proprietà dell’ACR Messina calcio. Ho vissuto con atroce dolore questa terribile esperienza, come una "violenza" di una parte della città ai miei danni. Da due mesi non sono più il proprietario della società che, però, ha operato e continua ad operare grazie alla mia fideiussione di 350.000 euro che rimarrà attiva sino alla fine della stagione calcistica. Ora, nessuno ha titolo per chiedermi un ultimo atto di generosità".
"Eppure, per il mio grande Amore verso il Messina, lo farei pure ma sopraggiunti gravi motivi personali mi impediscono anche soltanto di poter valutare la possibilità di esercitare la clausola rescissoria che, comunque, non produrrebbe effetti risolutori in tempi rapidi perché necessiterebbe di una causa di lunga durata (sul punto, ho acquisito plurimi e concordi prestigiosi pareri legali). Chi vorrà, potrà trattare direttamente con chi detiene la proprietà della società per acquisirne la maggioranza oppure per aiutarla concretamente. Con i fatti, non con le chiacchiere o con inconcludenti ed ipocriti appelli, pieni del nulla e miranti esclusivamente a destabilizzare ulteriormente la città e la squadra, per biechi interessi di parte. Si facciano avanti tutti coloro che in questi mesi hanno criticato l'operato della società Sciotto, senza mai alzare un dito, ed anzi impiegando ogni risorsa per ostacolare e distruggere il Messina calcio. Infine, un’ultima precisazione. Io non sono scappato. Io non ho decretato la fine del calcio professionistico a Messina non iscrivendo per capriccio la squadra al campionato. Io sono stato costretto ad andare via, contro la mia volontà. Negare questa verità, è l’ultimo atto di disonestà nei miei confronti. Pur nel dolore e nell’amarezza, sono sereno. Perché per otto anni ho dato tutto quello che potevo al mio amato Acr Messina. Ora non posso più fare nulla. Mi spiace. Sempre e solo forza Messina".

Sciotto all'inizio della lettera dice che il "nome della sua famiglia è stato calpestato ed umiliato": quello che non dice è che in cambio lui non ha mai legato con l'ambiente, si è reso spesso indisponente e la sua comunicazione è stata pessima. Insomma, alla lunga si è fatto odiare ripetendo ogni anni gli stessi errori ed aggravandoli di anno in anno.
"La ricerca ossessiva di soluzioni tra mille difficoltà"? Beh è completamente mancata la visione e un progetto. Le difficoltà sono sempre state autoinflitte, scegliendo ed avvalendosi spesso di consiglieri e personaggi di dubbio valore, senza competenze e senza le necessarie qualità per potere affrontare il calcio professionistico.
Non si è puntato sul settore giovanile, non c'è stata empatia e una visione comune con la città, non si sono create le infrastrutture societarie e non per potere dare valore alla società. Appaltare ad esterni il settore giovanile è stato l'ultimo insulto al Messina umiliato ovunque.
Ragazzi costretti a giocare lontano dalla città, assurdo per chi vuole campare di "minutaggio" e quindi abbattere i costi producendo in casa propria i talenti. Ma per fare questo occorre avere tecnici preparati, investire delle risorse, creare un gruppo di lavoro: tutte cose che sono mancate in questi anni fino al tragico finale.
A conferma di una incapacità dirigenziale e personale evidente, figlia di una ignoranza atavica e ricca di sfaccettature negative: "il signor SotTuttoIo"!
Sciotto ha parlato anche di "pressione insostenibile" della piazza per costringerlo a lasciare: stanchi di anni anonimi e puntanti al risparmio, senza la speranza e il sogno di un campionato di alta classifica, facendo campionati con squadre preparate all'ultimo per risparmiare, con ritiri improvvisati causa ritardi, i tifosi ovviamente hanno voltato le spalle al proprietario, consci della sua incapacità.
Ogni anno è stato uguale, a prescindere dalla categoria: squadra di ragazzini, scarti di altre società, enorme sofferenza e poi un mercato a Gennaio spendendo il triplo dei soldi risparmiati dai cartellini per salvare le categorie.
Alzi la mano chi si ricorda di molte comparse arrivate in questi anni, non si è creato un gruppo storico di senatori o di ragazzi in cui riconoscersi.
Con il finale dell'acqua calda che neanche c'è allo stadio perché non c'è un tipo che sappia premere il bottone: un dilettantismo nell'animo, una improvvisazione perenne, disperata, scadente.
La piazza voleva un cambio, sostenuta da voci (mai completamente reali o con situazioni al limite) di cambi e sostenuta dalle leggende promosse da Sciotto di "acquirenti stranieri", "cordate" migliori di lui.
Infatti si è visto l'ultimo atto: un gruppo di scappati di casa senza un soldo che aveva già affossato una squadra in Belgio.
Prendendo i fondelli la tifoseria, tutto era già definito a Settembre, vedendo che i tifosi non ci cascavano più il 2 Gennaio è avvenuto il passaggio di quote.
Ultimo pezzo del puzzle per spiegare le mistificazioni è quello delle quote: "sopraggiunti gravi motivi personali mi impediscono anche soltanto di poter valutare la possibilità di esercitare la clausola rescissoria che non produrrebbe effetti risolutori in tempi brevi"
Un falso assoluto che è contenuto nell'atto firmato di fronte al notaio:
Cosa recita l'articolo 1456 del codice civile?
I contraenti possono convenire espressamente che il contratto si risolva nel caso che una determinata obbligazione non sia adempiuta secondo le modalita' stabilite.
Che tradotto vuol dire La clausola risolutiva espressa ex art. 1456 c.c., invece, è la clausola con la quale le parti prevedono che il contratto dovrà considerarsi risolto qualora una determinata obbligazione non venga adempiuta affatto o non venga adempiuta secondo le modalità stabilite, dunque durante lo svolgimento del rapporto.
Non c'è bisogno di cause o altro: basta un altro atto notarile che si fa in dieci minuti.
Ma i "principi del foro" citati da Sciotto evidentemente non sono del mestiere.
Sciotto, anche se dice il contrario, ha decretato la fine del calcio professionistico a Messina.
E' un fatto.
Una ultima domanda? Cosa ne vuol fare del suo 20% (a garanzia)?
Secondo voci lui lo regalerebbe (sappiamo anche a chi, e succederà a campionato finito).
Beh qualora se ne dimenticasse sarebbe un problema per lui.
Cosa può fare il tifoso, a parte arrabbiarsi?
Beh finché il fallimento non si concretizza, nulla. Ma a fallimento avvenuto un gruppo di tifosi potrebbe scrivere un esposto alla Guardia di Finanza che non potrebbe far finta di non vedere.
Cosa succederà davvero? Che nulla sarà fatto!
Il Messina finirà in Eccellenza con una nuova società, nuovi proclami, nuove promesse.
Aad Invest non pagherà più alcun stipendio e contributo e taglierà la corda a fine campionato
Ci saranno altri punti di penalizzazione, e la retrocessione sul campo sarà inevitabile.
Cosa dobbiamo evitare di fare? Non andare più allo stadio, disertarlo completamente. Ogni euro versato potrà essere preso dal duo Alaimo/Cissè. E c'è un incasso molto promettente contro il Catania in arrivo.
So che i ragazzi non meritano questo, ma non cambierà il nostro destino.
E lo dico a malincuore.
Forza Messina sempre.
Ripartiremo, spero con gente completamente diversa.
Non dobbiamo diventare la fogna e il riparo di ogni tipo di furbacchione che vuole lucrare sulla nostra passione.
Ci vuole serietà e competenza, cosa che purtroppo manca nella città. E mi spiace sul serio che nulla sia cambiato negli ultimi 30 anni
Alan Paul Panassiti
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