Vi racconto l'ultimo capitolo di questa "emozionante" e "triste" storia, piena di commozione, preghiere, speranze.
La storia di una resurrezione, di una nuova Pasqua del Signore (del piano di sotto), di amore "incondizionato", di devozione al padre, di necrologi mancati e di nuove richieste di donazioni.
Il tutto per creare un nuovo astro nascente che si candiderà con un generale che sembra uscito da un film comico in cui si vendono degli ottimi kebab che si fatica però ad espellere dal retto.
La chiameremo "I tre giorni del Condor"
Ieri sera, Pietro Stramezzi, figliol prodigo del dentista dai gialli denti e dai baffi nicotinosi, ha annunciato in mondovisione prima a Roma, non a Milano dove il padre "stava combattendo per la vita" contro medici assassini, un avvelenamento, un forte odore di gas in casa (in ordine sparso) che "papà si sta svegliando dal coma!".
Duemila e ventisei anni dopo al Policlinico di Milano, in un non precisato reparto di terapia intensiva, sotto l'attento presidio di un esercito di una decina di anziani (parte degli oltre 60000 salvati da Big Pharma da parte del baffo da Crema) che hanno evitato che l'intubazione ordita da maledetti camici bianchi lo finisse, abbiamo assistito a una resurrezione!
La notizia è che lunedì tornerà a casa, con le sue gambe e con lo smartphone in mano (oltre alla solita bottiglia di Prosecco, come ci ha raccontato il figlio) a dispensare consigli medici non richiesti ed assolutamente inutili alla sua pletora di bot (la maggioranza) e ai suoi amici speciali.
Una bellissima "lacrima strappastorie", che si è aperta tre giorni fa sempre dopo la mezzanotte (l'orario in cui da Mosca è possibile fare certi post dopo attente revisioni) dal post del Conte Zar di tutte le russie su X.
Un momento di enorme commozione, una notte di notizie che si susseguivano, di ipotesi di avvelenamenti, di vaccini somministrati prima in Cina e poi da Pfizer, di guerrieri di luce che combattevano per la vita. Di figli pronti a prendere un aereo per andare al capezzolo...ehm capezzale del padre, perchè madre Russia esigeva questo sacrificio.
La mattina successiva al triste annuncio una "giornalista" rasta di una tv di Mediaset, nota per le sue posizioni e molto ben informata sui fatti, ne annunciava la morte. Seguita nelle comunicazioni da altri del suo stesso giro.
Primo colpo di scena: non era morto, era una fakenews che "molti" avevano diffuso. I "molti" erano la stessa giornalista "rasta", evidentemente in difetto di memoria dopo una bella canna (può succedere in Giamaica) che l'aveva scritto sul suo profilo Facebook, X e anche sul suo canale Telegram per poi cancellarlo.
"Cancellare" è uno dei verbi che troveremo spesso in questa storia. Rammentatelo!
Quindi primo momento di pathos in una narrazione, che al netto dei bot, è diventata virale.
Preoccupati tutti per la salute di questo uomo (che per fortuna è vivo e vegeterà ancora per molto tempo) tutti noi "haters" gli abbiamo augurato una pronta guarigione. Sottolineando però che tutti questi guru non sono andati dai loro "amici speciali" a farsi curare per problematiche di salute, ma dagli ospedali pagati dai "poteri forti" e da "Big Pharma".
"Amici speciali" è un termine che tornerà anche in questo racconto.
Nel pomeriggio del giorno dopo è partita una bellissima veglia di preghiera da parte dell'esercito dei guerrieri di luce. Erano dodici, erano giovani e forti (almeno settant'anni fa) e non sono morti!
Di fronte al padiglione del Policlinico.
Io ero la, con loro, a soffrire e a pregare per il Doc: non potevo esimermi dal farlo, aveva salvato tutti noi e stava per stupire il mondo con le sue meravigliose terapie appena inventate.
Uno dei momenti più strazianti è stato quando alcuni hanno provato a entrare in Ospedale per chiedere notizie di quest'uomo e alla reception nessuno sapeva chi fosse, dicendo loro: "Qui sinceramente non ci risulta la sua presenza, siete parenti? Magari è nel padiglione a fianco, ricoverato. Siete sicuri?"
Un dubbio era entrato anche in loro, ma io li avevo spiazzati dicendo: "Signori, è la privacy, sono informazioni sensibili ed è giusto che queste persone non le condividano con voi".
Gli adoranti in preghiera, gementi e piangenti, quelli che non si erano piegati, aspettavano l'avvento del figlio Pietro (sul quale sarebbe stata fondata la loro nuova chiesa di luce e il loro culto dopo il suo trapasso) che non sarebbe mai arrivato (almeno nelle ore delle litanie e dei rosari, sia chiaro).
Felici di avere contribuito con l'aiuto di Dio a salvare questa anima che tanto aveva dato nel bene, alcuni sono andati via delusi. Avrebbero voluto chiedere al conte Pietro notizie, anticipazioni, spolier sul finale della prima stagione: niente di tutto ciò!
La notte poi, si sa, porta consiglio!
E di notte le anime belle si muovono, raccontano, dicono.
Ed è arrivato il secondo comunicato stampa del figliolo seriamente preoccupato.
"Avvelenamento": una parola che da uno che vive in Russia viene considerata come "Vodka", "Tovarish", "Finestre senza 110" ecc. ecc.
Ipotesi inquietante. Aveva tanti nemici. Sicuramente nella sua testa, nel mondo reale c'era solo compatimento e derisione.
Chi poteva avere fatto un qualcosa di così aberrante?
La storia diventava "un intrigo internazionale", perché altri particolari emergevano.
"Mio padre beveva spesso", "Aveva una patologia che curava da 30 anni al San Raffaele" (dall'acerrimo nemico Roberto Burioni, Medico?), "Non sentiva odori da anni perché gli si era bruciato il palato". Aggiungiamo poi che questo povero doc aveva il colesterolo ad oltre 300 e non assumeva statine perché contro la sua religione, ed il quadro clinico diventava inquietante.
Sicuramente era stato, nonostante tutto questo, "avvelenato": se tutte le altre cose, aggiungiamoci anche due pacchi di sigarette al giorno per migliorare anche la respirazione, non l'avevano ucciso, restava solo questo!
"Avvelenato" è il terzo refrain di questa storia.
E tornerà spesso in questa storia.
Il buon vecchio Pietro nomina un avvocato, che sembra sia nello staff di chi segue Ignazio La Russa, apparentemente senza un perché.
Ma il perché lo si capisce in un'altra notte di passione: mentre la gente prega per il dentista, e il figlio non si palesa mai in ospedale, è un post su X che chiarisce tutto.
In Duomo a Milano, dopo un gustoso happy hour, il figlio fa una denuncia "orale" ai carabinieri raccontando di questo avvelenamento del padre tanto amato e tanto odiato. I suoi nemici avrebbero ordito un piano internazionale in cui la CIA, servizi deviati, posteggiatori abusivi e autisti di autobus (queste le ho aggiunta io, ma mi piaceva e quindi restano qui) perché il buon vecchio Andrea da Crema avrebbe trovato una rivoluzionaria cura contro il cancro.
Una scoperta troppo grossa per potere essere diffusa senza #BigPharma a guadagnarci. Bisognava eliminare l'ostacolo.
Sprezzante del pericolo, e conscio della importanza dell'eredità paterna, il figlio continuava il suo racconto di fronte alle forze dell'ordine che, trattenendosi dalla commozione e da un riso assolutamente nevrotico e mai mancando di rispetto alla memoria del medico eroe, con passione estrema per poi pubblicarlo su X.
Non mancava poi, in tutto questo susseguirsi di emozioni forti, l'articolo di Angela Camuso sul "La Verità", che non ha mai lesinato sforzi per collaborare contro la dittatura sanitaria, il "Messaggio" del Cardinale Viganò che ha causato anche numerose conversioni all'Islam più estremo da parte degli haters del medico, una testimonianza di affetto di Pozzolo, con ancora la pistola fumante del capodanno di due anni fa in mano, e i tweet di Alberto Contri, che non mancano mai come il sole ad Agosto.
Che qualcosa stesse cambiando però si era capito qualche ora dopo.
Pietro, che aveva paragonato intanto il papà a Cristo e Socrate (non Socrates della Fiorentina, ex calciatore e collega del padre) per la "ricerca della verità", improvvisamente cancellava la denuncia dai suoi profili.
Colpa della derisione? Colpa degli insulti, o qualche manovra che voleva oscurare la ricerca della verità?
Il silenzio era sceso inquietante.
Come stava il doc? Perché il figlio non si vedeva in ospedale?
Era andato a Mosca, perché tanto non c'era più nulla da fare?
Un infermiere "gli aveva detto che le ecchimosi alle mani erano normali", un post su X del padre era pieno di errori di ortografia, era stato trovato dai Vigili del Fuoco perché non rispondeva con un odore di gas che il padre non sentiva ed aprendo tutte le finestre, la sera prima era andato al Bar Padrino sotto casa sua in Ripa Ticinese a scassarsi di alcolici come sempre, voleva bere per dimenticare qualcosa? "Mio padre beveva spesso", quindi per attentarlo bastava mettere qualcosa nel prosecco e siccome non sentiva i sapori (ma allora che cazzo beveva a fare non si sa, non c'era gusto) sarebbe stato facilissimo.
Attentato! Attentato! Avvelenato! La cura contro il cancro!
Troppi interrogativi, ma il presidio degli amici del guerriero di luce avrebbero impedito ai medici di finirlo (anche se bisognava vigilare perché le intubazioni durante il coma facevano venire il singhiozzo, e bere un bicchiere d'acqua e lo spavento non sarebbero serviti).
Pietro invece era ancora in Italia, era andato a Roma, sapeva la verità. Anche se il padre era solo in un letto di "terapia intensiva", aveva il sostegno del suo esercito. Era al sicuro! Bisognava prendere la poltrona, sedersi al posto del padre e prendere un microfono.
Annunciando al mondo che "papà si è svegliato dal coma": il tutto in 72 ore scarse. Al microfono. A Roma. Un po' lontano da Milano e dal suo policlinico di medici assassini al soldo di Big Pharma.
Un rischio enorme che andava corso perché la verità non si arresta, il free speech è fondamentale, bisogna costruire un nuovo paese che si fondi su qualcosa che sia diverso dalla dittatura sanitaria e dai poteri forti.
Come non capirlo?
Noi comuni mortali asserviti e nemici della verità non concepiamo queste cose.
Un figlio, nel nostro mondo corrotto e pieno di cattiveria, non si muoverebbe dall'essere vicino al proprio genitori.! Perché siamo servi, ci siamo dosati e anche il vecchio Andrea l'ha dovuto fare: si è dovuto piegare al #vaccino perché non avrebbe potuto curare i "malati di #covid" con le sue coccole anche se il virus in realtà non esisteva e la pandemia era una farsa.
Qualche cattivone del suo giro di "amici speciali" non lo ha perdonato (un Comitato che aiuta con iban ha sostenuto che l'unico avvelenamento era causato dalla vaccinazione) per questo sacrificio altruistico. Peccato.
Pietro Stramezzi invece ha mostrato agli altri come si fa: si prende un aereo da Mosca, in "smart working" si fa raccontare cosa è successo, viene in Italia e "casualmente" va al convegno di #Vannacci a Roma pieno di amici speciali del medico . Futura Nazione, non è solo una speranza, un nuovo partito, una alternativa dura a una destra moscia e governativa: è quello che serve.
Allora bisogna lasciare per un attimo gli affetti: è senso del dovere!
Bravo Pietro!
E dopo l'annuncio in mondovisione la gente si è alzata tra gli applausi. Le preghiere sono servite.
"Avvelenamento", ma temporaneo. Scomparsi post e denuncia (già ritirata dopo cinque minuti) da X e dalle forze dell'ordine.
"Attentato" fallito alla verità: ora la Cia e chi vuole bloccare le nuove cure contro il cancro sa che tutti sanno. La censura (che strana censura questa, dove tutti possono scrivere tutto) è stata aggirata.
Papà lunedì torna a casa sulle sue gambe.
Con un groppo in gola a causa del tentativo di finirlo intubandolo.
Un fisico che resiste a colesterolo alto, sigarette come se piovesse, un atroce alcolismo, denti che assumono un colore itterico, non può essere spezzato da un veleno di cui non c'è traccia.
Un uomo così, un guerriero di luce, non può assolutamente essere spezzato: anche il coma, che richiede una lunga gestazione per riprendersi anche se di breve durata, per lui è acqua fresca (tanto, non sentendo i sapori non capirebbe neanche la differenza)
Aveva cercato, papà Andrea, una bella carriera politica in ItalExit di Paragone e soci. Per quel progetto, durante una festa di paese a Milano, era stato eliminato da un covid fasullo Montagnier che scoppiava di salute.
Nessuno lo aveva capito, ai bot era stato impedito di votare e i consensi su Twitter non erano ancora validi come preferenze alle urne.
Adesso ci proverà Pietro Stramezzi che verrà candidato da Futura Nazione di Vannacci alle prossime elezioni.
Questa ondata di amore, questo ritorno alla vita dal coma, dalla morte alle dimissioni dell'ospedale in soli quattro giorni, non possono andare sprecate.
Buona fortuna candidato, questo paese ha bisogno di gente come lei per potere prosperare.
Alan Paul Panassiti
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