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Ci vogliono simulatori e non millantatori...

Il virus è come l'isola che non c'è:

"Se continui a cercarlo
Ma non darti per vinto perché
Chi ci ha già rinunciato
E ti ride alle spalle
Forse è ancora più pazzo di te..."

Questo virus è molto più dentro di noi di quanto noi pensassimo. C'è da Ottobre in giro per il mondo, e non c'è bisogno di fare dei test per capire che molti di noi l'avevano già preso.
Era una malattia molto strana, un dolore al petto e quel prurito assurdo che ti riempiva la testa prima di farti impazzire. E non passava mai. Mai.

Era solo una influenza, più brutta del solito. Gli ospedali non erano ancora così pieni e si è vissuti inconsapevolmente come prima. Finché non l'abbiamo cercato e poi puntualmente trovato.

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"Mi chiamo Marco, ho da poco compiuto 47 anni e sono un simulatore."

 Cos'è il simulatore? E' una persona che prende molteplici identità pur rimanendo sempre di fatto se stessa. Essere "molteplice"può essere un problema ma è anche un vantaggio.

Cambiando città e lavori diventi ogni volta una persona nuova in ogni nuovo posto. Sei oggettivamente pericoloso perché il tuo passato non lo conosce nessuno, e non c'è uno che capisca come fai o hai fatto a sopravvivere prima. Il simulatore è profondamente un imbroglione simpatico o opportunista (o entrambi) e non ha mai molti amici. Lui conosce molto bene tutti, ma tutti non sanno quasi niente di lui. E soprattutto riconosce i suoi simili, li teme ma allo stesso tempo sa come agiranno.

Non ha molti affetti e non usa i social, o meglio li usa a modo suo senza dare mai reali informazioni. Sa che solo un idiota (come molti) usandoli male potrebbe avere problemi. E non ha voglia di raccontare mai i fatti propri: dove va, con chi va, dove sta, o dove si muove. Diffonde notizie volutamente erronee e si diverte nel vedere le reazioni degli altri. Questo è un simulatore, è quello che in genere ce l'ha fatta, la sua capacità di adattamento e di sopravvivenza è superiore alla media e non cerca mai troppa visibilità.

Si muove nell'ombra, ha conoscenze ad orologeria pronte ad esplodere da un momento all'altro in caso di necessità. Sa sempre dove andare, è abituato al peggio ma vorrebbe sempre il meglio. E' un combattente senza passato e con le visioni del futuro. Sa quando è il momento di andare via e di cambiare vita.

E' carismatico e profondamente odiato perché sfuggente, sa che non potrà mai essere noto ed è felice di questo. Vivere sotto traccia è importante per vivere bene, per muoversi nello spazio. Per essere se stessi pur simulando di essere qualcun altro...

La bravura del simulatore è quella di saperle veramente fare le cose, ed è diversa dal millantatore che invece non ha queste capacità.

Tutto questo preambolo per spiegare che i nostri governanti, e i loro finti oppositori, sono dei millantatori mentre ora ci sarebbe bisogno di simulatori. Di bestie anche schifose che sanno adattarsi a un clima ostile e una sfida difficile.

Non sanno, i nostri politici, che tra poco si scatenerà qualcosa che loro non hanno previsto. Pensano ancora di abbindolarci con le loro promesse su Twitter o Facebook, parlano di cose che non sanno.

Parlano, appunto, e nemmeno fanno e se fanno...danneggiano.

Una cosa che sta montando in giro ora è la rabbia, a livello mondiale. Una bomba ad orologeria pronta a fare saltare il banco. Molti stanno decidendo di chiudere apposta le attività che col "distanziamento sociale" sarebbero solo in perdita.

Non c'è una azione di governo che funzioni o vada in porto. Ed è qui che si capisce quanto il millantatore sia in difetto. Ora ci vogliono simulatori, gente senza passato e in grado di assumere nuove identità senza colpo ferire. In grado di fare le cose, con soluzioni innovative e che sappiano adattarsi.

E' chiaro il piano della Regione Lombardia incapace di fare test sierologici: facciamoli fare al privato a pagamento. Ed è un piano suicida e stupido come tutta la loro gestione. Incapaci patologici che non hanno idea di cosa sta per accadergli.

Le casse integrazioni bloccate per mettere in cattiva luce il governo...ne vogliamo parlare? La gente sta per finire i soldi, a breve la gente ruberà la spesa altrui, cominceranno disordini...
Lo volete capire?
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E poi il Governo Conte, dai decreti incomprensibili, dai congiunti disgiunti dalla realtà, dai virus che distanziano socialmente i mafiosi dalle carceri dove, essendo isolati, dovrebbero essere invece al sicuro. Un esecutivo che si diverte nelle notti ansiogene di sabato a chiuderci in casa sparando palle a tutto spiano.

E l'opposizione? Abbiamo una nana romanesca che non ha mai letto un libro e ogni volta che parla, con la scusa della patria, ne dice di ogni. Oppure Felpa Pig che oggettivamente in base a quello che la sua mente bacata pensa, spara contro Governi vari e riapre/chiude manco fosse una cerniera, e alla fine sono sempre i "migranti" il problema.

La cura è peggio del male. E alla fine era meglio se nessuna delle due parti fosse esistita.

E i sociologi che ci parlano del futuro con assurdi ristoranti o ombrelloni al plexiglas, come se fosse in qualche modo sostenibile. Ed è chiaro che la vacanza quest'anno ce la scordiamo perché non abbiamo ne soldi ne lavoro. Cercano di distrarci.
A mare ci andranno quelli che hanno la seconda casa, che non solo di certo la maggioranza, mentre quelli che di "casa ce ne è una sola" e che rischiano pure di perderla non sapranno nemmeno come pagare mutuo o affitto.

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Questo virus si è innestato con quello dell'ignoranza. Ogni giorno una cura miracolosa e la doccia fredda del giorno dopo, il vaccino che sembra pronto da un momento all'altro e che poi "ci vorranno almeno 2 anni", sempre che ci si arrivi perché all'HIV non si è mai trovato.

"Per fortuna ho la tv al plasma, dovrei essere a posto!" (Paolo Chilà, filosofo della Cecchignola)

E c'è chi parla di virus fake, che è tutto un complotto, che è nato in laboratorio. Tutte fregnacce!

Prima si diceva che le persone di colore non lo prendevano ("Hai mai visto un nero col virus"), oggi invece sembra che colpisca proprio loro e in genere le minoranze.

Navigare in questo mare è davvero difficile, si rischia di affondare. Virologi, epidemiologi, ornitologi: tutti su Skype a spararle una più grossa dell'altra.

Tutti mettiamo la mascherina poi? Intanto trovarne (Arcuri pagliaccio senza se e senza ma!) a 50 centesimi senza Iva (altra cazzata). Poi li vedi per strada con mascherina sul mento, col naso aperto.
Ecco...non mettetela, fate prima. E' inutile.

Il maledetto distanziamento sociale, il timone per sopravvivere, forse dal virus. Ma l'economia non può reggerlo.

Altre macerie, una sorta di circolo vizioso. E si dovrà fare una scelta. O chiudiamo tutto e testiamo tutti quanti, oppure facciamo finta che si aprano nuove fasi con R con zero (che non vuol dire nulla tanto i dati sono fasulli) sotto uno e via con nuovi lockdown.

E la incomincerà davvero la gente buttarsi nelle strade, perché la fame sarà molto forte. Perderemo 40 punti di PIL, preparatevi. E soprattutto non avremo un soldo e c'è chi ci speculerà sopra, le mafie, statene certi. L'epidemia dilagherà, la sanità esploderà, ma molti verranno uccisi dalla rabbia. Inizieremo a colpirci fra di noi. Spero di sbagliarmi, ma le contrapposizioni sono il sale dell'Italia. Un tutti contro tutti, a dare la colpa di una gestione demenziale.
Ci vorrebbe unità, ma non esiste.

Perché se il problema è la mancanza di braccianti agricoli la soluzione è semplice: leviamoci la puzza sotto il naso, rimbocchiamoci le maniche, chiediamo garanzie istituzionali al governo e certezze sulla paga. E andremo, in massa. Ma se rimarremo come sempre ancorati al "clandestino", che fa comodo al padrone della terra e anche a noi (per avere frutta a prezzi concorrenziali per poi scoprire all'Esse-lunga che mangiamo i pomodori dell'Olanda), non ne usciremo più. Avere pari diritti è il modo per essere liberi. Ma anche la certezza della legge, e della pena sono necessari.

Ma a noi italiani piace "il compromesso". La soluzione e/o la scorciatoia, muoversi nelle tenebre di leggi fatte apposta per essere eluse.

Manca la chiarezza...mancano le idee...manca il coraggio.
Manca la determinazione.

E sono cose che presenteranno presto il conto, loro dallo scranno in cui siedono non lo capiscono davvero. Pensano che esista ancora la pazienza.

Ma le rivoluzioni si fanno per fame, e questa si avvicina, a grandi passi.

Un pericolo grande in un paese pieno di pagliacci come il nostro dove il politico medio è espressione di un elettorato ignorante e impreparato che rappresenta la maggioranza.

Avrei voluto vedere un Sandro Pertini ora, mi avrebbe confortato e mi sarei felicemente affidato a lui, ora mi rimane come unico faro Mattarella ma anche lui può far poco. Il mondo che conoscevamo è morto, e non ritornerà più.

Pensate di fare voli low cost di nuovo? Cazzate! Le compagnie falliranno. E quelle belle offerte dei treni? Saranno presto insostenibili. I week end mordi e fuggi? Duri da realizzare.

E gli aperitivi o le serate disco? Impossibili con mascherina e distanza. I teatri e i nuovi film al cinema e su Netflix: impossibili da girare con questo virus.

Beh almeno non sentiremo delle cretine dirci: "Andiamo al karaoke". Oppure: "Stasera ho la serata latino!" Manco fossero al liceo classico. Non tutto il male, a pensarci bene, viene per nuocere!

Unica speranza un vaccino, che molti demenzialmente dicono di non volere fare (speriamo che si estinguano prima allora) che però avrà bisogno di tempo per essere distribuito e anche tanti, ma tanti soldi. E il tempo stringe, ogni giorno perso nel "distanziamento sociale" è una economia che muore e una fame che cresce.

E' il momento di darvi una svegliata, se no quando ripartiremo, e lo faremo davvero, sarà sempre e solo senza di voi...

Alan Paul Panassiti
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#Lavazza ha fatto uno spot col discorso di Chaplin del Grande dittatore. Bello, ma sempre meno attuale. "In questo mondo c'è posto per tutti" (quanti esattamente?)
Faccina che alza gli occhi verso il cielo
"La natura è ricca e sufficiente per tutti" (ma se siamo in overshoot...)
Faccina arrossita
Beviamo il caffè ma non le illusioni.




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