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Tutto quello che so sul covid

 Sars-Cov-2: un nome che fa forse più paura del covid. 

Eppure è entrato nel nostro gergo quotidiano come le parole vaccini, tamponi, tracciamento, assembramenti e distanziamento sociale, ormai di uso comune.

Non sarò mai un "influencer" (e aggiungo per fortuna...) ma sono stato e sono ancora contagioso. Il tampone di ieri, il mio secondo, quello definito di guarigione è ancora positivo.

Ne dovrò fare un terzo lunedì prossimo e qualunque sia l'esito sarò considerato abile a rientrare in società, ma qualora fosse positivo ancora una volta (mentre andrò in giro con questo mostro dentro) dovrò farne uno a pagamento per rientrare al lavoro.

Queste sono le regole, dopo 21 giorni non sei considerato contagioso in base alle osservazioni scientifiche e perché di fatto è dentro ad un decreto. Almeno questo credevo

In realtà invece è più di un mese che combatto con questo assassino che si è insinuato dentro di me, e che molti imbecilli considerano come una semplice influenza: così non è e non sarà mai!

Purtroppo per molti ormai sono considerato un appestato, e questa cosa mi intristisce molto: ho eliminato, per questa mia battaglia persa cercando di spiegare che il nemico era il covid, centinaia di persone. 

Di fatto ho azzerato il mio target di conoscenze affermando di fatto di avere scampato un pericolo: quello di avere intorno una mandria di idioti che non solo non hanno mai aggiunto nulla alla mia vita ma hanno solo preso non dandomi nulla. Dunque non tutto il male viene mai per nuocere.

Ma questi sono fatti privati e personali e fanno parte della mia esperienza, che dopo avere vissuto il Sarscov2, mi hanno dato una maggiore cattiveria con chi nega o minimizza e con chi vive nel suo mondo di gruppetti novax, telegram o facebook parlando di dittatura sanitaria.

L'Italia, come direbbe Silvio il puttaniere anziano, è il paese che amo: ci sono delle regole e vanno perennemente eluse, senza guardare in faccia nessuno. Noi in questo modo pensiamo di fregare chi ci comanda, ma il virus è più intelligente di noi e ci infetta. E allora inizia il calvario.

Io non so come ho preso il Covid, per molti mesi sono stato attento a tutto: ho seguito le linee guida praticando distanziamento sociale (cosa che ho fatto e che farò comunque anche a fine pandemia), mascherina ben indossata e lavaggio continuo delle mani (che hanno perso tutto il ph e ormai sono distrutte dall'uso di amuchine e simili).

Unica eccezione la pratica della corsa, sempre in solitaria, dove per ovvi motivi non si utilizza mai la mascherina: ma l'ho fatta sempre in zone industriali dove non ho incontrato anima viva. Ho evitato parchi e ogni volta che incontravo qualcuno cambiavo strada o mi allontanavo. 

Non lo saprò mai, anche perché ristoranti non ne frequento da mesi e in un anno ci sarò andato una decina di volte, non ho la benché minima socialità e al massimo avrò preso la salsiccia da Paolo (completamente sano e mai contagiato col covid) per cucinarmela a casa.

Non sono stato a casa di nessuno, a fare feste di nascosto o cose simili: nulla di nulla.

Solo che il virus è così diffuso che sarà rimasto per strada passandoci sopra, e nell'aria mi sarà entrato nel naso. E' la variante inglese.

A proposito, nel 2020 ho già avuto il covid in maniera totalmente asintomatica, e l'ho capito quando mi sono reinfettato a fine gennaio 2021: l'influenza terribile che avevo preso a fine 2019 non ci entrava nulla con il Sars Cov 2. Nulla di nulla.

E' un veleno il covid, che ti entra dentro e che decide per conto suo se vivrai o morirai, o se avrai danni a lungo termine (quello che si chiama long covid, un fenomeno clinico non sottovalutabile).

I primi giorni si presenta come una tosse fastidiosa e una febbre bassa: dentro di te senti che c'è qualcosa di diverso. Sono uno sportivo, conosco il mio corpo alla perfezione sia nei suoi pregi che nei suoi difetti. I muscoli sono i primi ad essere attaccati, non te ne rendi conti ma è la tua faccia che cambia davvero volto.

Perdi subito peso, una dieta che avresti voluto assolutamente evitare, ma sono i muscoli e non il grasso a sciogliersi. Il tuo sguardo è stanco, il viso si svuota e dopo 3 giorni iniziano i problemi quelli seri.

La febbre si alza, il petto sembra esplodere, la tosse si fa intensa e insopportabile. E inizi il buio nell'anima, non riesci più a pensare. Succede qualcosa nella tua testa, e non è solo la paura.

Hai confusione, non riesci a capire nemmeno quello che dice la televisione, non ti rendi conto che stai perdendo te stesso. La tachipirina, uno dei presidi della "terapia domiciliare", fa effetto solo quando questo veleno gli da il permesso.

A proposito della terapia domiciliare vi lascio questo link di wired che spiega tutto:

https://www.wired.it/scienza/medicina/2021/02/20/terapia-domiciliare-covid/

Io vi sintetizzo una cosa: lasciate perdere quelli che vi dicono che ci sia già una cura per il covid. E' una cazzata!!!

Esistono interventi con eparina solo in determinati momenti della malattia: la vitamina D non serve a un cazzo, l'idroclossiclorochina è una cagata pazzesca. E su altre cose, tipo antibiotici, è anche pericoloso prenderli.


Il cortisone è invece molto utile, come accaduto a me, per lo sviluppo della polmonite. Avrebbe potuto essere più grave ha contenuto i danni, che comunque ci sono stati. L'affanno mi rimane sempre anche oggi, dopo più di un mese. 

Ma anche il cortisone va somministrato al momento giusto, se no è perfettamente inutile.

Questo dimostra che non c'è una terapia unica per la cura del covid e anche gli "anticorpi monoclonali" non sono sempre una soluzione alla malattia, anzi.

Quando vedete gruppi di fenomeni che vi raccontano che la cura c'è e che non ce la vogliono dare, sono degli idioti che vanno esclusi dal mondo civile. I medici fanno di tutto per farti stare bene, sperimentano su di te ogni cosa pur di salvarti. Credetemi, e abbiamo un ottimo SSN con persone competenti che fanno sempre un gran lavoro.

Di medici e infermieri, tranne i novax che dovrebbe semplicemente essere licenziati e andare a spazzare le strade, ho enorme stima. Sono umani in momenti in cui sei da solo , contro tutto e tutti e non puoi parlare con nessuno. Sembrano degli astronauti, non si sanno nemmeno i loro nomi. Eppure fanno il possibile.

Poi succede che la malattia fa il suo corso, non guarda in faccia nessuno. E' il covid che decide sempre, poi non sappiamo se dipenda dal dna, dal gruppo sanguigno (dicono che lo zero renda immune: ebbene si, io sono zero e l'ho preso due volte quindi...), dall'uomo di Neanderthal che è dentro di noi.

Insomma si sa veramente poco.



Io so di non sapere, ma ho vissuto questa esperienza. E vi dico che la spossatezza e i muscoli svuotati, non figurativamente ma realmente, sono una delle cose più terribili. E' come un cancro che si mangia tutto in pochissimi giorni.

Io ho 47 anni, ne avessi avuto 10 in più probabilmente sarei deceduto. Sono stato sempre uno sportivo dal fisico imponente con braccia e gambe sempre in forma. Certo la panza, tipica del mio modo di essere, è un problema, ma essendo un ex rugbysta non avrei mai potuto essere anoressico.

Questa mia riserva di forza mi ha aiutato a sopravvivere nei momenti più truci della malattia, quando ti senti annichiliti e sconfitto. Vedi una incredibile depressione davanti a te e tutta la vita perde di ogni tipo di senso. 

Credi che non ce la farai, e a ragione lo pensi, ma poi lotti: vuoi vivere e non farti sconfiggere, hai ancora tanto tempo davanti a te. Almeno lo credi, e quella sensazione tragica di non decidere assolutamente nulla della tua esistenza ti fa capire il vero valore di quello che hai vissuto. Non siamo padroni di nulla con il covid, siamo solo carne da macello e dobbiamo sperare che il bastardo non ci ammazzi. Possiamo fare poco, come detto non ci sono cure.

Il corpo comincia a perdere pezzi, in bagno non ci vai più, i reni crollano e vai a fare pipì ogni 20 minuti, o ogni volta che con fatica tenti di alzarti. Bevi come se non ci fosse un domani per recuperare, ma il tuo profilo si sgonfia sempre di più.

La forza è allo stremo, pochi lo capiscono: non è una influenza, assolutamente non ha nulla a che vedere.

La nausea ti impedisce di mangiare e scompaiono olfatto e gusto: il caffè che hai tanto amato al mattino ha un gusto strano, l'odore sembra quello di varichina. L'acqua sembra veleno, e tutto cambia sapore (quando hai la fortuna di averlo).

Mi ricorderò la difficoltà di mangiarla una mela, quel giorno di non so quanto tempo fa. Ci misi quasi un'ora, tra un boccone piccolo e l'altro. Avrei voluta sputarla quella maledetta mela, ma avevo bisogno di un qualcosa che mi desse un minimo di forza.

Affanno e stanchezza, oltre al dolore al petto poi sono aumentati. Il cortisone, arrivato al momento giusto, mi ha aiutato davvero. Non l'avrei mai detto: ma è la cura del sintomo, non del covid.

Lui rimane dentro come una minaccia, potrebbe scendere ai polmoni e ucciderti: e puntualmente lo fa. Hai paura che sia interstiziale, con tutte quelle macchie bianche. Pensi ai tubi, che ormai si usano solo in casi disperati, e a quel maledetto ventilatore.

Appare all'improvviso uno strano oggetto: il saturimetro. Non sappiamo usarlo, non sappiamo come si faccia. Ci vogliono dita calde (e dunque febbre) per rilevare il livello di ossigeno nel sangue e sapere se siamo disperati o sopravviveremo.

Ecco quel saturimentro è l'angoscia estrema, perché rileva, per ogni dito, un valore diverso. In me non si alzerà mai oltre il 94, quindi al limite di ogni soglia. E' arrivato a 90 ma forse avevo messo male le dita, comincia a segnalare con questo bip atroce il dramma.

Poi arriva il buio, cognitivo e dell'anima: capisci che stai per prepararti al peggio.
E prepari un file di addio sul tuo pc, che ora ho cancellato, con tutti i dati della carta di credito, dell'iban ecc. E' una sorta di testamento in vita, un dramma che ti fa piangere dentro. Ma non devi farti capire, se no creeresti allarme.



Per fortuna dopo il buio all'improvviso le cose cambiano. Molto lentamente.

Ritorna l'appetito ma non il gusto, ti sembra di essere una donna incinta quando desideri uno schifoso Big Mac menù di Mc Donalds. Però è un segno. Il corpo fatica a ripartire e una sera i sintomi passano all'intestino con dolori atroci: due ore in bagno a soffrire per evacuare, sarà brutto a dirsi, ma per 3 giorni ogni notte una sofferenza atavica che ti fa dormire poco (come se avessi dormito mai nei giorni precedenti con una insonnia mai vista). Non è neanche la "cacca" che fai di solito, non è il tuo ritmo, lo riconosci.

C'è sempre qualcosa che non va. Intanto la tosse piano piano diminuisce e arriva il primo giorno senza febbre. Pensi che sia fatta, e la mattina dopo invece hai 38 ancora: e parte un nuovo scoramento.

Ma è l'ultimo tentativo di ucciderti di questo maledetto veleno, la febbre diventa costantemente assente anche se la fatica fisica rimane.

Il gusto ritorna piano piano, sembra un miracolo ma la cecità olfattiva è una tragedia che ti impedisce di godere delle cose belle della vita. Hai una fame indimenticabile, mangi schifezze, e anche cose migliori. Inizi a gustare qualcosa, anche se il caffè sa sempre di varichina e lo sostituisci con un sano succo di arancia e tanta vitamina C.

A proposito delle vitamine: la D, che prendo da anni, non serve a un cazzo per prevenire il coronavirus. Sarà utile per altro ma non per il Sars Cov 2: quando vi dicono il contrario sono dei malati mentali che dovrebbero fare un TSO, soprattutto dopo un anno di pandemia.

Intanto nei giorni a venire ritorna un po di forza, non so ancora che danni seri abbia fatto dentro di me questo maledetto veleno. Ritorna un minimo di buon umore: capisci che sei fuori pericolo. Che questo maledetto bastardo lo stai respingendo. Ti aumenta la voglia di vivere.

Il tuo corpo risponde sempre male, completamente squilibrato. E arriva il momento dei fermenti lattici, che fanno il loro dovere per fortuna dopo tanti giorni. Ma non stai ancora al 100%.

E vado a fare il secondo tampone: finalmente è arrivato il momento. Sembra fatta e invece è ancora positivo. Continuerò l'isolamento a casa, ma è come una sconfitta.

Con le nuove regole delle varianti non avrò mai il certificato di ritorno nella collettività fino a un tampone negativo: e chissà quando accadrà!

Ats ti dice al telefono che passati 21 giorni sei libero ma è una cazzata, il tuo medico curante come il policlinico, dove una deficiente ti ha chiamato per dirti che dovrai fare, ti dice che dovrai fare martedì un terzo tampone.

E pregherò per esserlo negativo, la prossima volta voglio esserlo libero. Anche psicologicamente è fondamentale...

Per poi ricominciare la mia storia, fatta di alta e bassi come tutti, per ricominciare.

State attenti e non dimenticatevi che non è uno scherzo avere il covid. Adesso c'è una folle corsa a riaprire per consenso politico e reali problemi insostenibili economicamente.

Ma se non è necessario, anche se si riaprisse, fate solo quello che è necessario: non seguite Salvini, è un demente, che fa le cose solo per consenso e non capisce nulla di nulla. E neanche altri. Seguite il vostro istinto.

Al bar e a fare l'aperitivo c'è tempo, non è il momento signori! 

Siamo responsabili, il vaccino poi ci libererà. Combattiamo per salvare il salvabile...e soprattutto per salvare vite.

Il covid non è una semplice influenza, non dimentichiamolo!



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