“Ho mangiato troppe ostriche ieri sera e non sto benissimo, non vi preoccupate!“
Questo, in sintesi, ha detto il presidente partenopeo ieri presentandosi all’assemblea di ieri di serie A.
Nonostante sintomi evidenti, è sceso dall’auto claudicante e con febbre già alta, il massimo responsabile del Napoli Calcio si è presentato di fronte ai giornalisti senza alcuna mascherina o protezione, parlando per una trentina di secondi ai cronisti. E poi in assemblea, sempre senza alcun presidio sanitario, ha presenziato discutendo le problematiche delle società iscritte al campionato di serie A.
Irresponsabile è dir poco, e quello che riferiscono le fonti della società vesuviana sembrano solo l’ennesima scusa.
“ADL stava bene, non aveva alcun sintomo sospetto prima di imbarcarsi da Capri per Napoli, diretto a Milano per partecipare all’assemblea della Lega all’hotel Hilton con i presidenti degli altri 19 club di calcio. Lo assicurano fonti vicine alla società di calcio partenopea. Il patron del Napoli, riferiscono, aveva solo un po’ di mal di pancia, niente febbre o altro che potesse far pensare al Covid. Ipotizzare che un uomo di 72 anni, super controllato, parta per una trasferta impegnativa (Napoli-Milano e ritorno) in condizioni fisiche precarie è “impensabile e assurdo“.
De Laurentiis, dunque, che si sottopone al tampone due volte la settimana, a distanza di tre giorni l’uno dall’altro (come tutta la squadra e i dirigenti), è partito regolarmente per il capoluogo lombardo e una volta messo piede in Assemblea, oltre al mal di pancia iniziale, avrebbe avvertito una leggera dissenteria. Da qui, raccontano, la battuta che avrebbe avuto un’indigestione da ostriche.
Appena saputo la notizia del contagio, De Laurentiis, assicurano fonti vicine alla società di calcio, ”ha fatto tutto quello che si deve fare in questi casi da protocollo Covid”. Ha chiamato il presidente della Lega e i presidenti di club che conosce personalmente. Ha inoltre informato tutti coloro con cui era venuto in contatto negli ultimi giorni. Le stesse fonti assicurano che il presidente ieri si è sottoposto a ”sei controlli della temperatura”, nei vari passaggi all’aeroporto e in particolare nell’hotel che ospitava la Lega e sono tutti risultati normali, ovvero sotto i 37.5 gradi.
Naturalmente questo è quello che è stato dichiarato per salvare la faccia, ma il contagio è avvenuto, ancora una volta per l’atteggiamento sprezzante di dirigenti, uomini di potere, personalità importanti che pensano di essere immortali.
Più volte il presidente, come molti altri nostri concittadini, è stato visto senza alcuna protezione o con la famosa mascherina con il naso scoperto: pratica che si sa è pericolosissima per chi ti sta vicino.
De Laurentiis, sempre bravo a denunciare le carenze altrui non guardando mai in casa propria, ha 71 anni: è un soggetto a rischio per età e stile di vita e doveva dare anche lui il buon esempio. Ma non è stato così!
Ovviamente ammalarsi non è un crimine, ma in un momento in cui le terapie intensive del nostro paese si stanno di nuovo riempiendo comportarsi come se nulla fosse è di cattivo esempio. Ma gli esempi della “prostatite” di Briatore, che ha messo a repentaglio la vita dei suoi dipendenti, oltre che la sua (e qualcuno in Costa Smeralda ci ha rimesso le penne) e della “uveite” dell’ex premier Berlusconi, mostrano la leggerezza di un mondo che vive in una bolla dove il soldo, ma non l’intelligenza, comanda.
Feste, escort, cocaina, incontri in yacht al limite della decenza: è la vita dei Vip italici, i padroni del vapore.
Ma è un vapore letale, che rischia di creare danni a chi spesso nemmeno viene considerato per un tampone o che non può permettersi camere solventi adeguate al “lignaggio”.
De Laurentiis: ennesimo esempio di potere che fa danno agli altri.
Ma questa sarà la nostra prossima storia.
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