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ACR MESSINA: ci vuole gente competente!

“SERVE GENTE COMPETENTE”, lo dice Ninni Corda alla Gazzetta del Sud, mai arrivato alla fine dopo che solo a nominarlo si era ribellato il pianeta Messina senza saperne molto.
Personaggio chiacchierato, ma sicuramente uno che di calcio (a queste latitudini) qualcosa conosce ed ha fatto.



A Como, la sua squadra violenta, fallosa e cattiva (chi è della zona sa di cosa parlo), si fece rispettare nel campionato vinto a spese del Mantova e fece cominciare la scalata dei lariani verso quella che ora è una realtà da Champions. In serie D, sette anni orsono, però non si cercava il gioco. Si giocava di categoria, non c'era bisogno di Fabregas (che anzi sarebbe stato controproducente, visto il livello), ma si giocava solo per i tre punti e per salire di categoria.




Perché la serie D è questa: ci vuole gente cazzuta e cattiva, che intimidisce e che sa vincere oltre la tecnica. Ci vuole organizzazione e competenza. E una struttura: affidarsi a gente che sa di cosa si sta parlando e non di improvvisati "so tutto io" che non hanno la benché minima idea del contesto.

Messina sta retrocedendo sul campo, con pieno merito, in Eccellenza. Soprattutto per lo scempio fatto nel girone di ritorno, dopo il miracoloso girone d'andata.

Diciamolo chiaro e tondo: l'ACR è la peggiore squadra del girone nella fase ascendente del campionato e per una città di grandi tradizioni calcistiche come quella sullo Stretto è un dolore che si associa a quello delle ultime stagioni.

Molte società di grandi tradizioni, anche per come è strutturato il nostro amato sport in Italia (il paese in cui impera incompetenza, improvvisati e scappati di casa, oltre ad essere il paradiso di imprenditori senza soldi a caccia della cassa perduta), sono fallite e sono ripartite.
Spesso ripartire da categorie inferiori, infime e tragiche, non è sempre un problema vero. Ripartendo e prendendo la ricorsa, con idee (e risorse vere, da investire e non con assegni in bianco spesso scoperti) si può ricreare l'entusiasmo anche in luoghi che non sempre si frequenta e che si è abituati a vivere nel quotidiano.

Alessandria, due promozioni in due anni, è una realtà che conoscono molto bene: sparita dalla C con una gestione inaccettabile di truffatori e buffoni, è addirittura ripartita dalla Promozione e in due anni è tornata in serie D (dimensione inaccettabile anche la, per tradizione e nomi del passato). Ha creato le basi per ripartire scegliendo gente di categoria (non è una offesa, ci vogliono gli uomini giusti). Si è scelto, grazie a Civeriati (persona ed ex calciatore molto competente), un allenatore come Merlo. Si è puntato sugli uomini e su una struttura societaria competente e sostenibile. Non sappiamo cosa ci si aspetti dal futuro, ma di sicuro la base è seria. Aumentando il livello ovviamente arriveranno i rischi , ma la competenza e risorse sempre in crescita aiutano. E fanno crescere l'entusiasmo.

Messina è luogo di macerie, un terremoto sportivo che è nato da anni di ignoranza e incompetenza di Sciotto, proseguito con il tentativo di fallimento pilotato e di furto di ogni risorsa rimasta da parte di Cissè e soci che hanno preso in giro la città usando le tecniche da social: fuffa pura, truffe vere, distrazione di fondi, soldi in nero per cessioni immediate, mancati pagamenti. Il Messina è retrocesso allo spareggio con il Foggia e paradossalmente ha creato una società di serie D: salvandosi sarebbe fallito subito e ripartito con una società nuova e senza penalizzazioni dalla promozione.

La retrocessione, e regole diverse, invece hanno fatto partire i giallorossi con una penalizzazione di 14 punti e senza una società: ed è fallito il secondo tentativo di fallimento grazie alla denuncia dell'ex tecnico del Messina che ha fatto intervenire il tribunale e una eccellente curatrice fallimentare, che con la sua passione ha salvato il salvabile.
La squadra fatta in quattro e quattr'otto, senza nessuna struttura, da Martello che ha scelto Romano e che è sopravvissuta grazie a iniezioni di volenterosi fino all'assegnazione del titolo agli "australiani", ha funzionato: un gruppo mediocre tecnicamente, ma forte sul campo, con una difesa ferrea, fatto di veri uomini, con un eccellente girone d'andata, ha annullato la penalizzazione e realizzato un buon bottino di punti.

La salvezza, in un torneo di livello infimo come quello di quest'anno (vale una prima categoria di 20 anni fa, diciamolo chiaramente) era ampiamente alla portata.

Ma...
Ma abbiamo fatto subito i conti con la totale incompetenza ed arroganza di persone che hanno scambiato l'ACR per una scuola calcio, per una piazza in cui si poteva tranquillamente fare un post su instagram per distruggere tutto.
Ed è così che è accaduto



Ci sono frasi che arrivano sempre troppo tardi.
E poi c’è questa.

“Serve gente competente.”

Grazie.
Scoperto ora, a macerie già fumanti.

Il Messina non è stato solo gestito male.
È stato trattato come un esperimento sociale fallito con dirigenti intercambiabili (si pensava, ma non siamo il Movimento cinque stelle dove uno vale uno, non siamo tutti uguali), idee che durano meno di una conferenza stampa e decisioni prese, smentite e rifatte nel giro di giorni con decisioni e comunicati notturni dettati dal fuso orario.

Risultato pratico: una squadra senza direzione, una società senza identità e un progetto senza progetto.



Stiamo parlando di un grande bluff.

Ci avevano venduto: una struttura internazionale, visione e metodo.
Ma il calcio non è Facebook o una storie su Instagram.

Ci hanno consegnato: improvvisazione, confusione e dilettantismo con accento inglese!

Il famoso “gruppo” si è rivelato per quello che è:
un contenitore vuoto con dentro tante slide e zero sostanza.

Si è realizzato quello che chiamo IL CICLO PERFETTO DEL FALLIMENTO!
Arrivano con grandi parole
Smontano quello che c’era
Non costruiscono nulla
Se ne vanno o si defilano
Dichiarano: “sono stati fatti errori”

Geniale.

E torniamo alla LA FRASE CHE CONDANNA TUTTI di Ninni Corda

“Serve gente competente” non è una soluzione. È una confessione.

Significa: che prima non c’era e attualmente non c'è, che chi decideva non era all’altezza (Evangelisti non ha idea del girone e dei giocatori da prendere ed è stato cacciato) e che si è navigato a vista per mesi!

E soprattutto che nessuno se n’è accorto finché non era troppo tardi. "Mancano un Tot di finali": le stiamo perdendo tutte e mancano quattro partite

Il mestiere di oggi: lo SCARICABARILE ELEGANTE!

Ora tutti diventano lucidi.
Tutti vedono gli errori.
Tutti parlano di competenza.
Tutti prendono le distanze.

Ma una domanda resta lì, pesante: dove eravate mentre succedeva tutto questo?
Su Instagram a fare post motivazionali che portano una discreta sfiga e che non servono a un cazzo sul campo?
A vedere in Barcellona nella Liga e postare foto, mentre a Messina il calcio moriva?
A fare sfilate in occhiali da sole, mentre la barca affondava?
A raccontare che il primo obiettivo era fare una ridicola festa per i 125 anni dove avete regalato 4000 biglietti per riempire uno stadio troppo grande per il livello e per i calciatori della rosa e per una società non sul pezzo? Volevate portare ex calciatori bonzi e morti per una partita di cui, nei fatti, non importava niente a nessuno.

Già da questa "partita" bisognava capire che non eravate in grado di comprendere nulla del Messina e della sua storia: nessuno dei "bastardi" di Franco Scoglio è stato invitato alla partita. Sarebbe stato molto bello e più legante per l'ambiente. E avrebbe mostrato riconoscenza verso il passato, quello vero, che nemmeno conoscete.

Invece i Franco Caccia, Bellopede, Beppe Catalano e soci sono stati dimenticati.

Messina non è una piazza dove fare "Scuola calcio" per portare un pallone da rugby in Australia. Nessuno dei giocatori "cresciuto" nelle varie società satelliti mi sembra sia diventato un fenomeno: semplicemente perché, come dimostra anche la nazionale eliminata ai mondiali di calcio, non siete in grado ne di gestire una società di calcio ne la crescita di calciatori.

Queste persone invece di pensare ai 125 anni del Messina, dovevano, nell'attesa di subentrare nel ramo sportivo, costruire un organigramma. Una idea di società.

Capisco che una nuova proprietà metta i propri uomini al posto di altri, ma non è arrivato NESSUNO. NESSUNO!

L'errore è stato quello di NON CONSOLIDARE le conoscenze, per portare la barca al sicuro. Ma di buttare dentro gente come se fosse la pagina Facebook di una balera in cui c'è scritto: "Serata bellissima da ripetere ASSOLUTAMENTE". Quando poi il sottotesto avrebbe raccontato una storia diversa: che c'è stato poco o nulla di cui vantarsi o divertirsi!

E sono arrivati figli d'arte (bidonacci vergognosi che dai genitori non hanno preso neanche il laccio delle scarpe), stranieri da 7000 euro al mese che non pensavano di trovare fessi simili a cui estorcere dei soldi, calciatori che sembrano dei modelli con un serio problema di mancanza di allenamento e di piedi idonei alla bisogna.

Ai "vecchi" del gruppo fatto fuori appena si è potuto, si sono aggiunte delle metastasi tecniche che hanno sfaldato il gruppo, distrutto le conoscenze che si erano costruite in mesi di sacrifici e rinunce.
Dovremmo tutti chiedere scusa a Pippo Romano, tecnico a cui la "tifoseria" ha rimproverato la mancanza di gioco manco fossimo in Champions League.

Lui faceva il calcio necessario in serie D e con i giocatori che fanno parte di questa categoria.
Punto




Abbiamo visto il "gioco" con il vate Feola: costruzione dal basso con gente che non sa nemmeno stoppare la palla, inutili cambi di campo con passaggi sballati che non sono nelle corde di chi gioca in questa categoria, tiri in porta ormai i grandi assenti, compattezza di squadra inesistente.
Una ricetta perfetta per perdere ogni gara, ma anche per fare bellissimi post social.

Però abbiamo visto le foto, "Half time", "Squad list", le foto da modelli con orecchini e tatuaggi da personaggi e figli d'arti con 20.000 followers. E anche la presenza di uova di Pasqua e teglie di focaccia messinese, con magliette da acquistare nello store, e partite in streaming a pagamento dove non si vedeva un cazzo ma solo scatti. Solo che in campo è la palla che devi fare sudare

Ci vogliono fatti, non post. Calcio e non filosofia. Tecnica e sudore. E fame.

Non è un torneo di giovanissimi che pagano una ridicola scuola calcio di periferia per fare contenti i genitori falliti che sperano che i figli, ancora più scarsi dei loro padri, facciano il colpaccio e vadano in serie A.

E' il Messina. E' una maglia che pesa e che devi amare e rispettare. Puoi vincere o perdere, ed anche retrocedere, ma la devi considerare come qualcosa di unico.

Perchè quello è ed è umiliante vedere paesi ridicoli di pastori, peracottari, mafiosetti, cammorristi o ladri di borchie, venire al "Franco Scoglio" e dettare legge. Con queste realtà devi passeggiare per vincere, non piangere e farli esultare senza sudare la maglia.


E andiamo al danno vero.

Il problema non è solo aver sbagliato.

È aver normalizzato il caos, chiamato “progetto” l’improvvisazione
e trasformato una piazza storica in un laboratorio di incompetenza!

Messina non è stata gestita.
È stata consumata.


Hanno pure bloccato i commenti sul post della società perché sgraditi.

Hanno fatto un casino con i biglietti, mostrando di non capire niente


Cocchino D'Eboli, persona competente, era stato consigliato mesi fa alla proprietà per affiancare (anche con imprenditori) questi canguri senza marsupio. Niente!

Ora lo si invoca come salvatore della patria, ma a quattro partite dalla fine, c'è poco da salvare.


Nel calcio puoi sbagliare tutto.

Ma c’è una cosa imperdonabile non sapere quello che stai facendo
e accorgertene solo dopo aver distrutto tutto.

Alan Paul Panassiti

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