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I DANNEGGIATI DA VACCINO, LE MAGLIETTE E QUELLA COSA FASTIDIOSA CHIAMATA “NUMERI”





Ieri, 11 settembre 2026, a Palazzo Pirelli è andato in scena “Il cammino nella luce”, incontro dedicato ai cosiddetti “danneggiati da vaccino e alle vittime dei protocolli ospedalieri”. L'iniziativa è stata promossa con il sostegno del consigliere leghista Emanuele Monti; era presente anche il capogruppo di Fratelli d'Italia Christian Garavaglia. La giornata ha prodotto una durissima polemica politica e, secondo la denuncia del gruppo PD, una trentina di partecipanti è poi salita negli uffici dem, con insulti ai collaboratori e successivo intervento della vigilanza e della Digos. Monti ha condannato l'episodio.

Ma la parte che mi interessa è un'altra. E sapete che su questa cosa io sono sempre stato chiaro proponendo numeri e fondi.

Perché nelle fotografie abbiamo magliette con scritto “VACCINATA E DANNEGGIATA”, uno striscione dedicato ai “DANNEGGIATI DA VACCINO” e persino una maglia con un bel “NOVAX” stampato sulla schiena.

Poi arriva Claudio Borghi e spiega sostanzialmente che sarebbe assurdo chiamare No Vax un danneggiato da vaccino, perché per essere danneggiato il vaccino bisogna averlo fatto.

Fantastico, peccato che il problema non sia stabilire se uno abbia ricevuto il vaccino.

Il problema è stabilire chi abbia accertato che il vaccino gli abbia causato quel danno.

Una vecchia conoscenza: la Legge 210/92. Questa sconosciuta, gratuita e necessaria domanda. Non c'è bisogno di avvocati succhiasangue, di incredibili perizie da parte di pseudo esperti di cliniche privata che puppano soldi. Basta farla. Presentarla, anche in carta semplice.

Qui entra in scena quella noiosissima cosa che rovina sempre le feste: la documentazione.

C'è o non c'è? Quando parlai del film "Invisibili" raccontai di questi attori che non presentavano alcuna domanda e che si presentavano solo con il nome.

Era solo un esempio, ma perchè accadeva? Perchè essendo gratuita era meglio non dirlo ma presentarsi di fronte a telecamere senza dire esattamente cosa era successo e che iter si era seguito.

C'erano "Gli ergastolani da vaccino", gente "danneggiata a vita" che ballava in discoteca (vero Rosy), si alzava dalla sedia a rotelle dopo aver finito le riprese (vero Monica) per poi andare con il fidanzato in vacanza, capi di associazione e relativi avvocati che ai gazebo a Milano si presentavano in piedi e sorridenti chiedendo donazioni per "la nostra battaglia".

Una battaglia senza domande, pretendendo di avere di fronte non uno Stato, ma un ente di telepatia che doveva leggere nella mente, senza avere ricevuto domande scritte di nessun genere. Le basi.

Ma c'era anche chi le domande le ha presentate davvero, molto pochi, ed è stato riconosciuto come danneggiato. Quindi anche la narrazione di "invisibili" cadeva immediatamente. Le uniche cose "invisibili" erano le domande. I post sui social non valevano come richieste per indennizzi e risarcimenti, purtroppo.


Esiste una procedura prevista dalla Legge 210/1992 per ottenere l'indennizzo pubblico in presenza dei requisiti previsti dalla legge. Per i vaccini anti-SARS-CoV-2 il legislatore ha esteso espressamente questa tutela.

E siccome questo argomento mi interessava già quando ancora non era diventato una sagra al Pirellone, nel 2023 e nel 2024 ho chiesto alla Regione Lombardia i dati sulle istanze presentate.
Come ho più volte raccontato. Ma ogni tanto un ripasso della storia fa benissimo.

L'ultimo monitoraggio che pubblicai nel maggio 2024 fotografava la situazione al 31 dicembre 2023. Non erano numeri presi da Telegram, dal cugino del cognato o dal gruppo Facebook “Mio zio dopo Pfizer sente Radio Maria dal molare”.

Erano dati ottenuti dalla Regione Lombardia.

Eccoli.

116 istanze complessive.

Di queste, 113 erano domande di indennizzo e 3 richieste una tantum per decesso. Nel 2022 erano state presentate 67 domande di indennizzo più 2 per decesso; nel 2023 altre 46 più una per decesso.

E già qui bisognerebbe ricordare una cosa:

116 domande non significano 116 danneggiati riconosciuti.

Significano 116 istanze. Su una popolazione di 10 milioni di abitanti con 9 milioni di vaccinazioni (moltiplicate per due o tre volte).

È una differenza piccolissima. Più o meno come quella tra presentare domanda per diventare astronauta ed essere sulla Stazione Spaziale Internazionale.

E allora vediamo cosa successe a quelle 116 domande

Secondo il monitoraggio regionale che pubblicai:

85 erano risultate ammissibili alla prosecuzione dell'iter;

28 erano state rigettate dalle ASST;

3 erano ancora in attesa della documentazione necessaria.

Ma viene il bello quando si passa alla valutazione medico-legale.

Alla data del monitoraggio risultavano 6 giudizi positivi della Commissione Medica Ospedaliera sul nesso causale: cinque relativi alle istanze del 2022 e uno a quelle del 2023. Altre pratiche erano ancora in corso: 2 attendevano l'esito e 42 dovevano ancora essere prese in carico dalla CMO.

E quanti indennizzi risultavano effettivamente in pagamento?

TRE.

Tre.

Non trecento.

Non tremila.

Tre.

Attenzione, perché questo dato non autorizza la conclusione opposta e altrettanto stupida: non significa che soltanto tre persone in Lombardia abbiano subito un danno causato dai vaccini Covid.

Le pratiche non erano tutte concluse. I numeri fotografavano la situazione al 31 dicembre 2023.

E soprattutto un sistema di indennizzo non coincide con l'intero universo della farmacovigilanza né con quello delle possibili azioni risarcitorie.

Però quei numeri una cosa la dimostrano benissimo.

“Danneggiato da vaccino” non è un'autocertificazione.

Avere una patologia dopo una vaccinazione non significa automaticamente averla avuta a causa della vaccinazione.

Presentare una domanda ex Legge 210/92 non significa aver ottenuto il riconoscimento.

Presentare una segnalazione di sospetta reazione avversa non significa aver dimostrato un rapporto causale.

E soprattutto scrivere “VACCINATA E DANNEGGIATA” su una maglietta non costituisce, fino a prova contraria, un nuovo metodo diagnostico riconosciuto dalla medicina legale.

Il punto non è negare l'esistenza degli eventi avversi gravi. Esistono. Proprio per questo esistono farmacovigilanza, valutazioni del nesso causale e strumenti di tutela e indennizzo.

Negarli sarebbe antiscientifico.

Ma è altrettanto antiscientifico prendere qualunque evento avvenuto dopo una vaccinazione e trasformare quel “dopo” in un “a causa di” senza dimostrarlo.

Ed è qui che la storia di ieri diventa quasi grottesca, perché quei numeri sono della Regione Lombardia!



Non stiamo parlando di un convegno organizzato nel retrobottega di una pizzeria.

Siamo dentro Palazzo Pirelli, Regione Lombardia.

La stessa amministrazione alla quale avevo chiesto i dati sulle pratiche ex Legge 210/92.

Quindi abbiamo una situazione meravigliosa.

Da una parte gli slogan:

“Danneggiati da vaccino”.

“Vaccinata e danneggiata”.

“Danni da vaccino, lo Stato dov'è?”

Dall'altra parte, nei cassetti della stessa istituzione che ospita l'incontro, ci sono le pratiche amministrative che permettono di sapere quanti cittadini abbiano presentato domanda, quanti procedimenti siano stati respinti, quanti siano ancora pendenti e quanti abbiano ottenuto un giudizio favorevole.

Allora facciamo una cosa rivoluzionaria.

Aggiorniamo i numeri.

Chiediamo alla Regione Lombardia la situazione al 31 dicembre 2024, 31 dicembre 2025 e, quando disponibile, quella del 2026.

Quante istanze Covid ex Legge 210/92 sono state complessivamente presentate?

Quante sono state ammesse?

Quante respinte?

Quante hanno ricevuto dalla CMO un giudizio favorevole sul nesso causale?

Quanti indennizzi vengono effettivamente pagati?

E quanti riguardano decessi?

Questa sì che sarebbe una discussione seria sui danneggiati da vaccino. Ed io lo farò come sempre: inviando una mail per richiedere l'ultimo monitoraggio (sapendo che negli ultimi 24 mesi il numero di domande ricevute si è quasi azzerati)

Perché i danneggiati veri meritano qualcosa di meglio, ed è forse questo l'aspetto che trovo più triste.


Una persona che abbia realmente subito una grave reazione avversa merita medicina, assistenza, riconoscimento e tutela.

Non merita di diventare la comparsa di una guerra ideologica sui vaccini.

E non merita nemmeno che il suo caso venga confuso con centinaia di autodiagnosi, correlazioni temporali trasformate magicamente in causalità e racconti nei quali qualsiasi malattia comparsa dopo il 2021 diventa automaticamente conseguenza della vaccinazione.

Perché così non si aiutano i danneggiati.

Li si usa. Ed è quello che queste associazioni fanno, da anni. Con incontri, paranoie inventate, paure e nessuna domanda presentata.

E poi c'è chi si toglie la vita perchè non riesce più a dormire perchè ossessionata: la storia di Francesca di Terni di qualche anno fa mè inquietante. Le chat che sono oggetto di indagine stanno per portare in giudizio una di queste associazioni per istigazione al suicidio.

Fare domande gratuite non è di moda, pubblicare un iban, invece, per riceve una donazione, non lo è.
E se poi chiedi: "Che danno hai avuto?", in genere nessuno sa risponderti.


E alla fine resta quella piccola differenza che nessuna maglietta, nessuno striscione e nessun post sui social riesce a cancellare:

TRA “DOPO IL VACCINO” E “A CAUSA DEL VACCINO” C'È IL NESSO CAUSALE.

E per stabilirlo servono dati, documentazione e medicina.

Non una maglietta.







I dati ufficiali della Regione Lombardia (amministrata dalla Lega) avuti tramite una semplice richiesta agli atti.

Il primo monitoraggio che pubblicai https://alanpaulpanassiti.blogspot.com/2023/05/quante-sono-le-domande-di-indennizzo.html

Ultimo monitoraggio disponibile : https://alanpaulpanassiti.blogspot.com/2024/05/istanze-presentate-ex-lege-21092-per.html

Negli ultimi 24 mesi domande ridotte quasi a zero, ma ho appena fatto una nuova richiesta agli atti (basta una email e motivarla, è gratis).

In Italia il sottoscritto è l'unico che l'ha fatta Pierfrancesco Majorino, bastava un pò di buona volontà.

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