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E finimmo di uscire sui balconi...

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(Boris Johnson voleva l'immunità di gregge? Perderete i vostri cari...disse. Ora è positivo al CoronaVirus. E' il karma. SUCA)


"La prima settimana tutti fuori dai balconi a cantare l'inno nazionale di Mameli, mentre artisti che ci intimavano o consigliavano di stare a casa suonavano in video orribili diffusi su Skype canzoni di cui avremmo volutamente fatto a meno. Era la settimana dove si cantava per la paura, ci raccontavamo la bugia che tutto sarebbe andato bene, che non era il caso di preoccuparsi. E scattavano i flash mob con le note di Rino Gaetano, con Azzurro e tutte quelle cose che avevano trasformato questa epidemia in un tenebro karaoke..."

Da qualche tempo però i nostri balconi sono vuoti, siamo rimasti sempre più chiusi in casa e non abbiamo più voglia di cantarle queste stupide canzoni. E non è vero nulla che in casa abbiamo il tempo di pensare di più a noi stessi e al nostro tempo libero. Perché è proprio quel tempo che passiamo a pensare che è impensabile. Noi non siamo in grado di fare una vita da divano, i social che prima sembravano la panacea di tutti mali (o il loro esatto contrario) hanno aumentato la nostalgia di un abbraccio o di una passeggiata senza alcun motivo.

Adesso abbiamo le certificazioni, che cambiano ogni giorno senza che noi ne sentiamo il bisogno, ma abbiamo anche troppa casa.

La casa è dove il cuore abita, ma se il cuore batte, senza ossigeno si ferma e la tensione cresce. Dai balconi guardare il cielo la mattina presto sembra sempre più bello. Ci rendiamo conto che gli animali si sono impossessati delle nostre città poiché la nostra fastidiosa e invadente presenza che ha occupato i loro spazi si è dileguata. E al rumore quotidiano, che era la sinfonia fastidiosa dei nostri giorni precedenti, si è sostituito un silenzio assordante di pochi passi e di pensieri sempre più veloci.

E i balconi canterini sono diventati luogo per una sana boccata d'aria, perché in realtà anche l'inquinamento è diminuito di molto dimostrando che siamo noi il problema e non la soluzione e che la bugia, in base alla quale sono in Inverno i riscaldamenti ad aumentare le polveri sottili rendendo irrespirabili le nostre giornate all'aperto di un tempo. Sono le attività umane ad avere soffocato il nostro mondo che ora ci sta respingendo.

"La natura aveva inutilmente, negli ultimi 150 anni, cercato di adattarsi all'uomo. Perché conosceva le regole e sapeva che anche l'homo sapiens era fondamentale per il ciclo vitale. O almeno sembrava. Ma dopo che il prezzo pagato, ormai era chiaro, sarebbe stato l'estinzione di tantissime altre specie (oltre a quelle che già avevano salutato la compagnia tempo prima), la natura aveva cercato con un virus di debellare il cancro che affliggeva la terra: l'uomo. Perché la natura prevale sempre, la vita e la morte non sono mai in discussione, si deve completare il ciclo vitale. La terra senza l'uomo rinascerà e non avrà bisogno delle regole dettate da cervelli a cui è stata donata una inutile intelligenza. Inutile e dannosa perché egoista e poco incline a fare passi indietro nel nome della evoluzione..."

E quando abbiamo cominciato a chiudere tutto, a restare a casa, piano piano quasi in un ipnotico movimento lento verso la segregazione in casa con il "distanziamento sociale" a farla da padrone, tutto il mondo ci ha riso dietro.

"Questi italiani", i "soliti esagerati" sono stati i commenti meno offensivi. Poi anche gli altri hanno visto morire in ospedale i loro anziani e molti giovani, ognuno prima ha negato e poi ha dovuto affrontare il problema.

Lo stesso Boris Johnson, uno dei più demenziali Primi Ministri di ogni epoca, la caricatura di se stesso e una vera sciagura per i suoi concittadini, adesso è risultato positivo al Corona-Virus e adesso si sta cagando addosso! Ma come? Non avevi detto che i nostri vecchi moriranno e che perderemmo molti cari? Eccolo, lui e i vertici della casa Reale Britannica, tutti malati o a rischio decesso.

Politiche populiste sono state peggiori del male stesso e anche Trump, altro fuori di testa e che vive in un altro pianeta, sta sottovalutando il problema. Ma presto toccherà anche a lui...

E i balconi si sono riempiti negli altri pianeti con le stesse modalità: inni nazionali, canzoni kippur o industan, selezioni di bimbumbam vari, karaoke in salsa mesopotamica o nord europea. Bandiere di nazioni mai così unite e piene di paura. Francesi che prima ci guardavo con la puzza sotto il naso, adesso hanno la R moscia dalla paura!

Dai balconi si sono poi presentati i delatori che col telefonino in mano filmavano chi andava a correre. Questi maledetti "runner" diffusori di Covid e persone da eliminare.

Lo sport non faceva bene ci avevano detto?

Anche questa è una rivoluzione culturale. Un qualcosa che non ci aveva detto nessuno e alla quale nessuno era preparato.

A forza di stare in casa i pensieri stanno prevalendo e stiamo diventando tutti sempre più paurosi, nervosi e ostili.

Abbiamo capito che questo virus potrebbe uccidere anche noi, che non siamo vecchi, che non abbiamo malattie pregresse. E' una terribile polmonite che può colpire chiunque, non solo quei poveri anziani (che sono persone non vittime sacrificali) che stanno rapidamente svuotando le Case di riposo, divenute case di "eterno riposo".

Questa maledetta sciagura sta infatti uccidendo la nostra memoria, che volevamo stupidamente rottamare. Sta assassinando l'esperienza che ci sarebbe necessaria in questi momenti. Noi che non abbiamo conosciuto la guerra ma che siamo nati in un modo in cui bastava (ho detto bastava, ora non più) un click per avere tutto e il contrario di tutto.

Siamo una generazione viziata, che con uno scossone di questo genere sarà depauperata non solo del lavoro (ormai più che una minaccia una realtà) ma anche di idee. Svaniranno in pochi mesi, se continua così, la gran parte dei settantenni che hanno diretto aziende, giornali, fabbriche, scritto libri, espresso idee.

Dai balconi abbiamo applaudito gli infermieri e i medici, ma per tutto il resto della nostra vita li abbiamo mandati a quel paese spesso cercando di aggredirli. Non abbiamo memoria e vogliamo dimenticare che se siamo così è perchè il Sistema Sanitario Nazionale (non solo in Italia) è stato barattato con demenziali interessi privati che non solo non hanno migliorato il servizio ma lo hanno in sostanza depauperato di efficacia.

La cultura del pareggio di bilancio (idiozia in salsa europea) ha bloccato gli investimenti e fatto diventare i poveri sempre più poveri.

E' una minaccia reale, senza dubbio.

Altri paesi hanno chiuso i battenti come noi, ci hanno imitati. Dopo averci derisi. Il vuoto si è impadronito delle strade, le case si sono riempite. Tre miliardi di persone sono chiuse in casa. La paura è adesso tra quattro mura, che una volta erano il focolare ma che adesso sembrano una prigione senza sbarre.

Una sorta di "fine pena mai". 

Speriamo di raccontare presto una nuova storia di rinascita, ma ci vorrà tempo...Tanto e forse troppo tempo.




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