Passa ai contenuti principali

Un mese o poco più...quando tutto iniziò...

E' passato poco più di un mese dall'inizio di questo incubo.

Sembrano decenni, dalla memoria sembrano scomparire le immagini di strade affollate, di tangenziali in puro stato d'assedio, di gente che urla e strombazza, di aerei e treni che partono da ogni dove per arrivare in tantissimi altri posti.

Noi pensiamo di non essere mai ottusi, ma la massa lo è per definizione: lo sapevate?

Nel mondo si sono ripetuti più volte sempre gli stessi atteggiamenti e gli stessi errori, non abbiamo imparato assolutamente nulla.

A volte non comprendo l'ottusità di certi governanti ma anche di certi cittadini (che poi sono la massima rappresentazione di ciò che eleggono) che nonostante tutta una serie di dati empirici, puramente esperienziali, sono negazionisti su ciò che pensano di vedere e che tramutano in una vera bugia.

Il comportamento di tutti è stato il medesimo e sono io il primo che all'inizio era incazzato nero perché economicamente messo in ginocchio da una "semplice influenza". Non comprendevo il pericolo che stavamo correndo, guardavo solo alla tasca e egoisticamente pensavo che solo chi fosse compromesso sarebbe potuto scomparire.

Dicevo, come molti altri (peccando di clamorosa ignoranza) che tanto i cinesi morivano in massa perché venivano abbandonati in casa, la loro sanità faceva schifo ecc. ecc. Magari non sostenevo, come un politico del Veneto, che erano ridotti così perchè si "mangiavano i topi".

Sbagliavo sin dall'inizio, approccio e comprensione del problema. Non ne ero preparato, nessuno di noi lo era ma almeno io sono un ignorante della materia (altri no, e sono colpevoli). Era la paura dello sconosciuto che mi portava a negare irrazionalmente, non solo però...

Una informazione sbagliata di massa, una sottovalutazione del problema e alla fine ci siamo trovati in casa, primi in Europa e come sempre "ultimi della classe". Ma mai come in questo caso anche questo è stato un errore grave.

Il mondo, grazie a questo virus, ha completamente cambiato registro. Ci siamo accorti che le priorità che prima ci sembravano fondamentali ora non hanno il benchè minimo valore. Non abbiamo avuto mai la comprensione di quanto tutto ciò fosse importante.

Siamo partiti con la folle conclusione, diffusa da tremendi/e influencer con bocche rifatte ma con cervelli che andavano qualche volta chiusi al pubblico per evitare certe uscite, che alla fine i "vecchi malati fossero facilmente sacrificabili perchè deboli e inutili", alimentando la cultura della "rottamazione"che era partita qualche anno addietro con il simpatico ma inutile Matteo Renzi: uno che non ha mai capito nulla di nulla.

E adesso siamo chiusi in casa. E non sappiamo come ne usciremo...

Ma questa sarà un'altra storia...

Alan Paul Panassiti

Commenti

Post popolari in questo blog

Famiglia nel bosco: se tutto ciò fosse avvenuto in Australia

 Ho provato a capire come funzionano le cose tra Italia, dove si svolge questa storia, e Australia, paese d'origine della #famigliadelbosco  Come stanno le cose? Partiamo dai concetti davvero generali Ci sono momenti in cui una singola vicenda rivela molto più di quello che sembra. Il caso della “famiglia nel bosco” è uno di questi. Da una parte ci sono le carte, le perizie, le relazioni, le norme: la realtà. Dall’altra ci sono narrazioni emotive, ideologiche, deformazioni mediatiche: la fiction. Quello che è mancato, fin dall’inizio, è un confronto maturo. E ciò che è emerso, invece, è la fragilità culturale con cui in Italia affrontiamo il tema più delicato: la tutela dei minori. --- 🇮🇹 In Italia abbiamo un problema: la verità giudiziaria viene spesso sommersa dal rumore. I provvedimenti del Tribunale per i Minorenni sono spesso tecnici, complessi, pieni di accertamenti e verifiche. Ma nel dibattito pubblico non contano la pediatra, il geometra, lo psicologo, la scuola. C...

I tre giorni del condor: Stramezzi fuori pericolo

  Vi racconto l'ultimo capitolo di questa "emozionante" e "triste" storia, piena di commozione, preghiere, speranze. La storia di una resurrezione , di una nuova Pasqua del Signore (del piano di sotto), di amore "incondizionato", di devozione al padre, di necrologi mancati e di nuove richieste di donazioni. Il tutto per creare un nuovo astro nascente che si candiderà con un generale che sembra uscito da un film comico in cui si vendono degli ottimi kebab che si fatica però ad espellere dal retto. La chiameremo "I tre giorni del Condor" Ieri sera, Pietro Stramezzi, figliol prodigo del dentista dai gialli denti e dai baffi nicotinosi, ha annunciato in mondovisione prima a Roma , non a Milano dove il padre "stava combattendo per la vita" contro medici assassini, un avvelenamento, un forte odore di gas in casa (in ordine sparso) che "papà si sta svegliando dal coma!". Duemila e ventisei anni dopo al Policlinico di Milano , ...

Dio C'è

Lo so. E' una leggenda metropolitana. Se hai vissuto al sud, e soprattutto in Calabria questa leggenda diventava "quasi" reale: potevi trovare droga semplicemente seguendo le indicazioni. Facciamo finta che sia vera sempre. Facciamo finta che le storie che io racconti siano frutto di una fervida fantasia. Diciamo a noi stessi che quello che abbiamo visto in questi anni non sia vero. Diciamolo con forza, viviamo in una realtà distopica: una storia che non può essere reale, c'è stata qualche deviazione. Qualche momento di incredibile connessione di alcuni pianeti che si sono allineati nel modo sbagliato (o migliore). E questi accadimenti sono parossistici. Ridicoli. Insensati. E c'è una folla adorante a vedere segni, ci si sente eletti, "diversi". Credere ai fatti è una stupida abitudine. A queste persone piace la "post produzione" della realtà, modellata in base al loro modo di "pensare". Pensare...Parola grossa, forse sopravvalutata, ...